• Senza categoria

Italia dei Valori: la sostanza che tradisce l’apparenza

Oggi De Magistris è a Forlì, un’occasione di chiarimento politico. Mentre fanno la “voce grossa”, sono alleati in giunte locali con il PdL di Berlusconi!

In opposizione alla casta, in opposizione alla corruzione e sostenitori di una “via giustizialista”; è questo il mix che ha fatto crescere l’IdV fino a farlo divenire un soggetto politico protagonista della scena politica nazionale. Ma l’apparenza spesso trae in inganno. Il partito dell’ “anticasta” è infatti un ricettacolo di vecchi trombati della prima repubblica: da post-democristiani a post-fascisti che oggi si sono riciclati nel “miracolo giustizialista” e ondeggiano con disinvoltura tra destra e “sinistra”. Tra i tanti segnaliamo Giovanni Paladini, coordinatore regionale IdV della Liguria, in passato consigliere della Margherita e dirigente del sindacato di polizia con una marcata connotazione a destra, il SAP. Paladini a seguito degli avvenimenti del G8 di Genova del 2001 (dove venne ucciso Carlo Giuliani) animò una battaglia a difesa delle forze dell’ordine, che culminò con l’archiviazione della commissione parlamentare sui fatti di Genova. L’IdV in accordo con Forza Italia e Alleanza Nazionale, evitò in quel caso agli aguzzini in divisa processi e indagini, a dimostrazione di un giustizialismo a fasi alterne.

Mancanza di coerenza – In Campania in particolare, dove la camorra regna incontrastata, l’IdV si limita ad amministrare e in alcuni casi a gestire direttamente affari poco chiari. Nel 2006 tra i candidati dell’IdV campano risultava il noto De Gregorio, imprenditore con numerosi capi d’imputazione a suo carico, che una volta eletto con l’IdV passò armi e bagagli al centrodestra, ma questo fatto si conosce, ciò che forse si conosce meno è che a seguito dello scandalo della Global Service, il partito di Di Pietro rimane tutt’ora in giunta con tanto di assessore a Benevento e che a Torre del Greco (1), l’IdV, fino ai primi di novembre di quest’anno era nella maggioranza comunale in coabitazione con il PdL!
Da notare che Torre del Greco (Napoli) è un comune di ben 87.000 abitanti, quasi come Cesena, eppure in pochissimi hanno fatto notare questa stridente contraddizione per un partito che ha fatto dell’antiberlusconismo la sua bandiera. Ma non è finita qui, anche a San Giorgio a Cremano (2) (50.000 abitanti) l’IdV ha stretto rapporti con il partito di Berlusconi e in Molise, la vera roccaforte del dipietrismo, (ma che di rado finisce agli onori della cronaca nazionale), la situazione è ancora più ingarbugliata. Città di Venafro (IS) vede una giunta comunale a guida Pdl-IdV e la stessa società “Autostrade del Molise” vede in presidenza la coabitazione di Antonio Di Pietro e Michele Iorio, leader locale del PdL, a dimostrazione che quando c’è qualcosa da spartirsi, per Di Pietro c’azzecca tutto.

Mani Sporche –
Ma non è solo in Campania e Molise che l’IdV dimostra un doppio-giochismo degno del migliore tra i bari, anche nelle Marche, il principale dirigente del partito, il deputato David Favia è legato a Longarini, protagonista negli anni 90 della tangentopoli marchigiana. Il quadretto dei dirigenti del “partito anticasta” si può chiudere con il sostegno di Di Pietro alla candidatura alle politiche del 2001, poi non realizzata, di Fillippo de Jorio, avvocato andreottiano di estrema destra coinvolto nel Golpe Borghese membro della P2 di Licio Gelli (tessera P2 n°1.965 fascicolo 511). (3)

Diffidare dall’IdV: un partito anti-operaio – Dopo aver sfondato nel ventre molle di una sinistra priva di prospettive, l’IdV oggi tenta di accreditarsi come punto di riferimento politico per i lavoratori, e ci sono segnali evidenti con il passaggio di alcuni opportunisti di “sinistra” al progetto dipietrista. Si pensi ad esempio a Maurizio Zipponi, per anni dirigente del PRC e oggi responsabile delle politiche sul lavoro dell’IdV. Zipponi è sempre stato un riformista con la spiccata propensione alle poltrone, evidentemente non l’ha persa! Ciò che ci preme tuttavia sottolineare è che l’IdV rimane un partito profondamente anti-operaio, nonostante la presenza di qualche trombone con un passato a “sinistra”. In Europa l’IdV è parte del gruppo liberale dell’ELDR (di cui fanno parte anche i radicali) che propone da anni le 60 ore settimanali e una serie innumerevole di proposte peggiorative rispetto alla già scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro. Nel secondo governo Prodi, con Di Pietro in qualità di Ministro delle Infrastrutture, l’IdV si rese responsabile di regalie a banche e industriali a danno dei lavoratori e ha sostenuto la costruzioni di grandi opere quali la TAV e Il ponte sullo Stretto di Messina, utili solo al grande capitale e alle famiglie della borghesia italiana.

L’alternativa dei lavoratori non passa dal giustizialismo – Ancora una volta non ci sottraiamo ad una battaglia politica intransigente. Non lasceremo al populismo dell’antipolitica il monopolio dell’insofferenza montante! La sola soluzione alla crisi economica e morale passa dalla necessità di un governo dei lavoratori. E’ l’unica soluzione di governo che rovesciando la dittatura delle imprese e delle banche e affidando direttamente il potere ai lavoratori, abbatte la divisione dello Stato (revocabilità), elimina ogni privilegio degli eletti rispetto ai loro elettori, dissolve la burocrazia permanente e quindi il parassitismo della macchina statale borghese. Il governo dei lavoratori è l’unico governo a “buon mercato” e al tempo stesso l’unica espressione di una democrazia reale. (4)
E’ per questo che vale la pena battersi.
Che se ne vadano tutti e governino i lavoratori!

NOTE
1 www.repubblica.it/speciale/2007/elezioni/comunali/torre_del_greco.html
2 www.repubblica.it/speciale/2007/elezioni/comunali/san_giorgio_a_cremano.html
3 cit. da J.Renda in FalceMartello
4 Documento politico del PCL

Condividi:

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. moreno ha detto:

    Evvai! Finalmente il sito del PCL è aperto ai commenti! Adesso sarà possibile iniziare anche una discussione “virtuale” su come proseguire la lotta di classe oggi.

    Confindustria ha modificato negli anni i suoi metodi di tortura sui lavoratori: bisogna reagire alle politiche padronali portate avanti anche dall'IDV che si dimostra ogni giorno più asservita alla volontà della borghesia.

    Strumentalizzano le piazze come per il NO-B-Day di ieri, ma, diversamente dalla vera sinistra che non tradisce studenti e operai, si limitano a inscenare finti dibattiti che nella sostanza differiscono poco dalle politiche proletaricide di Berlusconi.

    Ragazzi, continuiamo la lotta!

  2. Doppiaelle ha detto:

    Ciao, ti ricordo che le assemblee di partito ci sono ogni mercoledì alle 21.00 presso la sede di Forlimpopoli in via Montanare vicinale 1210.
    A presto!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.