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Con i lavoratori Alcoa!

Il PCL ha partecipato il 18-11 ad una manifestazione a Roma dei lavoratori dell’azienda cagliaritana della multinazionale Alcoa, dedita alla produzione di alluminio, su cui la sezione del PCL di Cagliari ha aperto un proprio intervento. I lavoratori Alcoa sono da tempo impegnati in una lotta tenace per la difesa del proprio posto di lavoro, a fronte di una proprietà aziendale che minaccia migliaia di licenziamenti come reazione ricattatoria alle sanzioni economiche subite in sede europea. La manifestazione operaia è stata molto combattiva. I lavoratori hanno cercato di indirizzarsi in corteo verso Palazzo Chigi, scavalcando le direzioni sindacali presenti. La polizia ha pesantemente caricato gli operai a poche centinaia di metri dalla sede del Governo, dividendo il corteo in due spezzoni distinti e recintandoli militarmente. Ma i lavoratori sono riusciti a ricongiungersi a Piazza di Spagna per poi dirigersi verso la sede del ministero per le politiche Comunitarie, stretto per ore da un pacifico assedio. Quando la delegazione sindacale è tornata a mani vuote dall’incontro col Ministro Ronchi chiedendo agli operai di smobilitare e tornare ai traghetti, molti giovani lavoratori si sono ribellati chiedendo di andare in massa al ministero dello sviluppo economico ( Scaiola). In questo clima il ministro Scaiola ha annunciato che per il momento la fabbrica di Cagliari non chiude perché il governo sarebbe riuscito ad ottenere un abbassamento sensibile della multa inflitta all’azienda. Questa “soluzione”, naturalmente, è del tutto provvisoria e fragilissima. Ma è significativo che al ministro sia scappata la seguente dichiarazione: “ Debbo riconoscere che in questo caso la manifestazione dei lavoratori ha influito sulla decisione” ( v. Unione Sarda). E’ la riprova che una tentata marcia su Palazzo Chigi e il successivo assedio ai ministeri hanno costretto il governo e l’azienda a un passo indietro, sia pure modesto. Il PCL è stato l’unico partito presente attivamente alla manifestazione per l’intera giornata, come ha riconosciuto L’Unione Sarda, guadagnandosi l’apprezzamento di numerosi lavoratori e stabilendo contatti con diverse avanguardie ( in particolare FIOM). Il tema dell’occupazione degli stabilimenti e della nazionalizzazione dell’azienda è stato introdotto nella discussione con i lavoratori e sarà sviluppato dalla nostra sezione cagliaritana in un rapporto diretto con la vertenza in corso.

I fatti che si sono verificati a Roma ci mostrano ancora una volta, il vero volto del sistema in cui viviamo, un sistema, il capitalismo, che ci schiavizza, ci usa e poi ci butta via.
Come possiamo considerare questo sistema? CRIMINALE!
A causa delle loro politiche finanziarie milioni di persone, nel mondo, perdono il posto di lavoro, la Sardegna e l’Italia non fanno eccezione, nella nostra isola 30000 posti di lavoro persi nell’ultimo anno.
Il presidente di questa regione ride e stringe le mani agli operai, come se lui non fosse responsabile di questa situazione, il suo capo fa le battute e dice di risolvere le questioni con una telefonata, vedi caso Euroallumina.
La realtà e che siamo governati da un nano pelato, che altro non ha a cuore che i propri interessi personali della sua cricca e dei suoi lacchè, vedi Cappellacci. In tutto ciò mister B. non sta di certo pensando a noi operai, che perdiamo il posto di lavoro. Infatti da un lato non fa nulla per risolvere la crisi che si fa sempre più pesante, in particolar modo in Sardegna e nel Sulcis, dall’altro manda la polizia a picchiare gli operai che chiedono il pane, come se fossero dei criminali, operai che non chiedono altro che LAVORARE!
Il Partito Comunista dei Lavoratori condanna con forza i fatti di Roma e esprime la massima solidarietà e appoggio per la vostra lotta, ma insieme a questo vogliamo proporvi una via d’uscita da tutto ciò, con tre semplici parole d’ordine:
LOTTARE, OCCUPARE, NAZIONALIZZARE!!!
Proponiamo apertamente che:
1) La fabbrica venga occupata e tenuta sotto il controllo totale degli operai.
2) La creazione di una cassa di resistenza unitaria, sotto il controllo dei lavoratori.
3) Il coordinamento nazionale di tutti i lavoratori delle fabbriche in crisi, che hanno chiuso o che licenziano per organizzare le forme di lotta.
ALL’ATTACCO DURO DEI PADRONI RISPONDIAMO CON LOTTA DURA e OPERAIA
LOTTIAMO UNITI PER LA NAZIONALIZZAZIONE SOTTO CONTROLLO OPERAIO DELLE FABBRICHE CHE CHIUDONO O CHE LICENZIANO, A PARTIRE DA QUELLE DEL POLO INDUSTRIALE DEL SULCIS

LA FABBRICA NON E’ DEL PADRONE, E’ DI CHI SI SPACCA LA SCHIENA OGNI GIORNO!
RIPRENDIAMOLA!!

PCL Sardegna

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