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vogliono rinchiuderci in casa per controllarci meglio e farci pagare la loro crisi.cacciamoli via!

Con l’arrivo del sole estivo abbiamo visto irradiarsi lungo tutta la penisola nuove ordinanze e divieti che si aggiungono a quelli già esistenti,con l’intento di regolare la vita notturna dei giovani e non, restrizioni di orario per i locali, divieti di passeggiare con bevande alcoliche, il tutto sotto minacce di multe salatissime: a Monza i minori di 16 anni che bevono alcolici vengono multati per 450 euro, a Milano di 500, a Vercelli il divieto è allargato ai minori di 18, sono previsti controlli sistematici verso tutti i giovani raggruppati di notte. A tutto questo si aggiungono le ronde, i militari per le strade e i più svariati divieti “fai da te” pensati dai sindaci dei comuni italiani, da quelli che impediscono di stendersi sulle panchine o di andare nei parchi la notte, a quelli che vietano di mangiarsi un kebab per le vie del centro fino ad arrivare a un sindaco che ha vietato, in una determinata via della città, i raggruppamenti umani di più di…
una persona, il tutto per risolvere il “problema dell’”infestazione” da parte di “punkabestia e ubriaconi” di quella determinata strada.

Così finalmente, dopo tanti anni di preoccupante libertà, lo stato italiano si sta occupando di ricondurre alla ragione quei giovani che, maldestramente, vogliono passare il sabato sera divertendosi disertando così l’appuntamento domenicale col prete, e sta provando a ripulire le strade da “zingari e ubriaconi” (e magari qualche pericoloso turnista che, uscito alle 2 di mattina dal lavoro, vorrebbe andarsi a bere una birretta). Quindi quei giovani che si sentono preoccupati, vedendo che l’Italia assomiglia sempre più a uno stato di polizia, devono stare tranquilli, perché tutto questo è fatto solo ed esclusivamente per la nostra salute e per la nostra sicurezza.

Quanto a noi comunisti, non vogliamo certo sottovalutare il problema dell’alcolismo e della dipendenza da droghe pesanti tra i giovani, ma pensiamo che i “nostri” politici dovrebbero solamente farsi qualche domanda e darsi qualche risposta, tanto per arrivare un po’ più alla radice dei problemi.
Prendiamo per esempio un normale parlamentare, con uno stipendio di 15000 euro al mese, ora questo è un uomo che non ha mai perso tempo e si è sempre dato da fare (fin da giovane,quando studiava alla Bocconi o quando lavorava nell’azienda di papà) e si chiede perchè, tanti giovani, invece di seguire il suo esempio e costruirsi qualcosa per il futuro passano le serate a distruggersi al Bar. Arriverà alla conclusione che probabilmente a questi non è stata data abbastanza disciplina dai genitori, cosa che allora si impegnerà a fare lui, assieme ai suoi colleghi a suon di divieti.

Ma se il nostro “amico” andasse a vedere più da vicino la vita di uno di questi giovani, ad esempio un operaio metalmeccanico di 22 anni, scoprirebbe che questo: è precario da quando ha cominciato a lavorare e quindi non ha nessuna certezza per il futuro, vorrebbe tanto andare a vivere da solo per essere un po’ indipendente, ma con gli affitti che ci sono e lo stipendio da 1100 euro è una cosa infattibile, perdi più quando torna a casa dal turno alla catena (magari di 10 ore, visto che, essendo precario agli straordinari non può dire di no) è cosi distrutto che non riesce neanche a leggere un libro o a studiare la chitarra che tanto fin da piccolo voleva imparare, cosi, visto che in TV c’è solo Bruno Vespa non rimane che andare al Bar a bere; se poi la serata fila bene, finirà in una discoteca piena di belle ragazze ma, visto che la stanchezza gli impedisce di intavolare qualunque discorso, deciderà di farsi una bella sniffata di coca (chiaramente cocaina della peggior qualità, quella buona ce l’ha il nostro “amico” parlamentare).
Si potrebbero fare anche esempi peggiori, magari di qualche giovane cresciuto in un quartiere dormitorio di qualche città del sud, dove imperversa la disoccupazione, dove non c è nessuno spazio per divertirsi e dove, fin da piccolo, s’impara che l’unica maniera per sopravvivere è spacciare e lavorare per la Mafia.
Insomma il nostro parlamentare scoprirebbe, dopo questo breve viaggio nel mondo della realtà, che molti giovani non si costruiscono un futuro semplicemente perchè gli è stata tolta ogni possibilità di farlo, e il futuro per loro è una visione incerta che causa paura, un sentiero impervio pieno di rate e mutui da pagare, sempre che alla scadenza il contratto venga rinnovato.

Per di più questa società che sfrutta ogni giorno i giovani proletari nei cantieri e nelle fabbriche e ne relega altri all’inattività forzata, ha reso anche il tempo libero di questi niente altro che una maniera di estrarre profitto dalle loro vite.
Marx analizzò a suo tempo come il capitalismo, la cui sopravvivenza è legata indissolubilmente alla possibilità di creare nuove fonti di profitto, di estrarre dal capitale esistente nuovo capitale, tende a inglobare nel ciclo produttivo ambiti della vita che prima non ne facevano parte. Cosi l’arte, la musica, la cultura e perfino il tempo libero degli uomini diventano parte del mercato, e qui, si sà, tutto si vende solo se crea un guadagno maggiore dell’investimento fatto.
Andremo cosi, dopo aver lavorato per un padrone capitalista, a guardare un film che esce solo se va bene a un produttore capitalista, poi in una discoteca di un capitalista, ad ascoltare la musica che sceglie per noi una multinazionale della discografia. Se proveremo in maniera autonoma a fare e distribuire musica, saremo accusati di pirateria, se proveremo a divertirci per strada molesteremo la quiete pubblica, per non parlare poi di organizzare una festa “abusiva” con musica,in questo caso arriverebbe la S.I.A.E. a difendere i sacri diritti di proprietà intellettuale della Virgin o della E.M.I.
In questa società fondata sul dominio della borghesia ci è garantito il diritto al tempo libero fintanto che questo arricchisce qualche borghese, fin tanto che, dopo essere stati bravi produttori, diventiamo bravi consumatori. Basta notare che le poche(vomitevoli) lamentele apparse sui giornali borghesi riguardo a divieti o limitazioni di orario non avevano come fine quello di difendere la liberta delle persone, ma la preoccupazioni riguardo una possibile crisi economica nel settore del turismo e del divertimento. D’altra parte è proprio questa mentalità consumistica, propagandata dalla classe dominante, che porta i giovani a vedere il raggiungimento delle felicità possibile solo attraverso il consumo di beni materiali, che siano una macchina nuova, un vestito firmato o una sostanza stupefacente.

Per tornare alle nostre domande e alle nostre risposte, quelle che dovremmo invece farci noi, giovani proletari, sono altre: ad esempio perchè i nostri politici così preoccupati per la nostra sicurezza, quando si tratta di promulgare divieti e di riempire le strade di poliziotti, sono sempre attenti e diventano tutto d’un tratto sbadati quando si tratta di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, ed anzi, promuovono la precarietà, che rende l’operaio ricattabile e quindi impossibilitato a far rispettare le norme in difesa della sua salute, o, ad esempio, quando ci piantano inceneritori sotto casa e quando propongono di tornare all’energia nucleare, quando accettano di mettere intere popolazioni sotto il rischio di un disastro naturale,concedendo appalti a costruttori criminali che non rispettano le norme antisismiche(vedi Abruzzo) e quando,come a fatto Berlusconi, tagliano i fondi alla protezione civile, quando privatizzano i servizi, come quello dei trasporti,non garantendo più gli adeguati controlli (vedi strage di Viareggio) o come quelli della sanità, mettendo la tutela della nostra salute nelle mani di multinazionali farmaceutiche senza scrupoli.

La verità è che della nostra sicurezza non glie ne frega un bel niente e le ragioni che stanno dietro i vari provvedimenti sono ben altre; da un lato il governo tenta di distogliere l’attenzione dai problemi ben più seri che attanagliano il paese, quali: disoccupazione, precarietà e bassi salari e si fà pubblicità davanti a una parte di elettorato imbambolato dalle sirene della propaganda securitaria, dall’altro coglie l’occasione di allargare il controllo sociale.
La borghesia e i suoi politici sanno che per uscire dalla crisi del loro stesso sistema dovranno inevitabilmente peggiorare le condizioni di vita di milioni di persone, la ricetta del capitalismo per salvare se stesso dalla crisi è sempre la stessa: ristabilire un adeguato tasso di profitto eliminando il capitale in eccesso, capitale fisso, quindi smantellando macchinari e chiudendo fabbriche, capitale variabile licenziando lavoratori e aumentando lo sfruttamento di quelli che rimangono. Ma la borghesia sa anche che queste misure produrranno un inasprimento del conflitto tra le classi che potrebbe portare a una vera e propria esplosione sociale, e sa che la parte potenzialmente più pericolosa del proletariato è proprio la gioventù proletaria, come l’esperienza francese e greca di questi anni hanno dimostrato. Per questo motivo lo Stato, che non è altro che un comitato di affari della grande borghesia, s’impegna preventivamente ad aumentare il controllo sui giovani proletari e sul resto delle classi subalterne. La natura di classe di queste misure si capisce dal semplice fatto che le sanzioni non cambiano in base al reddito, quanto contano 500 euro di multa per il figlio di un grande imprenditore e quanto per un operaio? Tutto questo diventa ancora più odioso se si pensa che viene fatto da un governo, composto per lo più da inquisiti, che depenalizza i reati finanziari,che usa gli aerei militari pagati coi nostri soldi per organizzare i festini coca e mignotte del suo leader, che regala miliardi a banchieri colpevoli, non di aver bivaccato da qualche parte o di aver vomitato su una aiuola, ma bensì, di aver mandato sul lastrico milioni di famiglie con i loro tassi usurai.
Vogliono un popolo disciplinato e rispettoso delle (loro) leggi per poter cosi lasciare libera la classe dominante di fare quel cazzo che gli pare.

I GIOVANI PROLETARI DEVONO SAPER RISPONDERE AD OGNI TENTATIVO DELLO STATO DI MILITARIZZARE LA PROPRIA VITA, DIFENDERE OGNI SPAZIO DI AGGREGAZIONE, meglio ancora se fuori dalle logiche del profitto e del mercato, RISPONDERE ALLE RONDE FASCISTEGGIANTI CON CONTRO RONDE PROLETARIE, che si occupino di controllare la sicurezza nei luoghi di lavoro, di lottare contro la mafia, di difendere l’ambiente dallo sfascio che ne vogliono fare i capitalisti.
DOBBIAMO SAPER GRIDARE, in faccia ad ogni politicante corrotto che finge di pensare alla nostra sicurezza, CHE IL PERICOLO PEGGIORE PER LA NOSTRA VITA E LA NOSTRA SALUTE è RAPRESENTATO DAI NOSTRI PADRONI, DAL LORO SFRUTTAMENTO, DAI LORO VELENI, DAL LORO STATO E DALLA LORO POLIZIA!

UN SISTEMA CHE CI TOGLIE LAVORO, ISTRUZIONE, SPAZI DI AGGREGAZZIONE E IN CAMBIO CI OFFRE RONDE E POLIZIA NON HA PIU SENSO D’ESISTERE.
PREPARIAMOCI A BUTTARLO GIU’!

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3 risposte

  1. sonia ha detto:

    Incredibile!
    Sono d'accordo su tutto. Non mi succede spesso.
    Potrei aggregarmi a voi, perchè io da sola, dopo anni di riflessione, credo di essermi preparata almeno quanto basta per cominciare ad agire. Ma, ripeto, da sola non so da dove cominciare. Datemi qualche suggerimento per cominciare.
    Grazie
    Non ho esperienze lavorative significative alle spalle. Non ho specializazzioni professionali acquisite sul campo, ma un semplice diploma professionale preso 15 anni fa. Quindi poco spendibile. Ho sostenuto 10 esami presso la facoltà di scienze politiche a forlì.
    Ritengo di avere conoscenze storiche e letterarie superiori alla media (non è molto forse, vista la media).
    Mi riesce facile scrivere, leggere, analizzare testi, fare ricerca.
    Ottime capacità di ascolto. Molta voglia di mettersi in gioco, spiccata razionalità unita a sensibilità
    Dopo avervi fornito le mie potenzialità, vi offro la mia disponibilità e vi chiedo (e non è una domanda retorica; meglio specificarlo visti i tempi) se credete che possa essere utile alla causa. Se ritenete che qualcosa possa fare anche io insieme a voi, contattatemi. Grazie per la pazienza.

  2. pcl-fc ha detto:

    Ciao sonia,
    sono martino e milito nel PCL nella locale sezione di Forlì-Cesena. Tu di dove sei?
    Noi con cadenza settimanale (di solito) ci incontriamo il mercoledì presso la nostra sede a Forlimpopoli. Se quello che trovi scritto sul blog ti convince puoi passare a farci visita, ti lascio la mia e-mail personale (bals@intrage.it), scrivimi che così ti dico in dettaglio il giorno e il luogo della prossima riunione!

  3. Anonimo ha detto:

    Si, probabilmente lo e

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